banner 5x1000

Programma

Programma annuale
Scuole in Rete

Un anno di idee, incontri e attività per crescere insieme nella cittadinanza attiva.

Scopri di più
Calendario

Calendario delle attività

Consulta il calendario aggiornato con incontri, eventi e iniziative

Scopri di più
Concorsi

Concorsi delle Scuole in Rete

Bandi, regolamenti e modalità di partecipazione ai concorsi promossi dalla rete

Scopri di più
Orientamento

Orientamento agli studi e al lavoro

Orientamento Offerte di lavoro Borse di studio
Indagine

Indagini della Consulta Provinciale degli Studenti

Report e risultati delle indagini promosse dalla Consulta Provinciale degli Studenti

Scopri di più

OFFERTE DI LAVORO

PORTALE DI VENETO LAVORO

PORTALE DI PROGETTO GROW DI RADICI.NET PER OFFERTE DI LAVORO

Offerte di lavoro raccolte dall'Amico del Popolo e dall'Informa Giovani del Comune di Belluno (in collaborazione con Urbano Bona):

 

Rapporto 2025 del World Economic Forum sulle prospettive lavorative future (lavori a rischio e nuovi lavori).

"Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2024-2028)" - Studio di UNIONCAMERE 2024

Dal Sole 24 ore del 22/06/2024, in base ai dati Unioncamere:

Lavoro, dagli ingegneri ai medici: caccia a 768mila laureati, ma 1 su 2 non si trova di Claudio Tucci

Per gli studenti alle prese con l’esame di maturità, e che poi vogliono proseguire gli studi all’università, è forse utile conoscere anche le opportunità che offre il mercato del lavoro per i laureati dei diversi indirizzi di studio. Ebbene, un’informazione in più arriva dal focus “Laureati e lavoro” elaborato da Unioncamere, sistema informativo Excelsior, in collaborazione con ministero del Lavoro ed AlmaLaurea, diffuso il 13 giugno.

Per questi ragazzi e ragazze, e per le loro famiglie, è importante, allora, sapere che, lo scorso anno, nel 2023, le imprese italiane di industria e servizi hanno pianificato di assumere oltre 768mila laureati, pari al 13,9% del totale dei 5,5 milioni di contratti di lavoro programmati.

L’indirizzo economico è il corso di laurea più richiesto dalle imprese con 223mila contratti programmati nel 2023, seguito dall’insieme degli indirizzi di ingegneria, che arrivano a una richiesta complessiva di 162mila profili, suddivisi in 53mila laureati in ingegneria industriale, 49mila in ingegneria civile e architettura, 45mila in ingegneria elettronica e dell’informazione e 15mila in altri indirizzi di ingegneria.

Richieste figurano anche per insegnamento e formazione (117mila), ambito sanitario e paramedico (62mila) e quello scientifico-matematico-fisico-informatico (56mila). Insomma, le discipline Stem, vale a dire quelle scientifico-tecnologiche, la fanno da padrone. In più, sempre nel 2023, le imprese hanno ricercato oltre 47mila diplomati Its Academy.

Eppure il mismatch, anche quando si tratta di capitale umano altamente qualificato, resta una zavorra, con le aziende che faticano a trovare quasi un laureato su due, cioè 376mila figure (nel 2019 ci si attestava a un laureato su tre “introvabile”). Per i diplomati Its Academy la percentuale di difficoltà di reperimento sale al 65 per cento.


GLI INDIRIZZI DI LAUREA PIÙ RICHIESTI DALLE IMPRESE NEL 2023

Nel 62,9% dei casi il motivo della difficoltà nella selezione di laureati è dato dal “gap di offerta”, ovvero un ridotto numero di candidati disponibili, soprattutto quando si ricercano laureati degli indirizzi statistico, sanitario e paramedico, medico e odontoiatrico e chimico-farmaceutico.

Più contenute le difficoltà di reperimento legate al “gap di competenze”, ovvero collegate alla formazione non adeguata, indicate dalle imprese nel 29,3% dei casi. Si tratta di risultati che rendono ancor più chiara l’esigenza del nostro Paese di aumentare il numero di giovani formati con titoli terziari. Una considerazione che trova riscontro anche nella quota modesta di “colletti bianchi” in Italia: secondo i dati Eurostat, nel 2022 ha un titolo universitario il 29,2% degli italiani di età compresa tra i 25 e i 34 anni, rispetto alla media europea del 42,0%.

«In un caso su 2, ci dicono i dati Excelsior, i laureati ricercati dalle imprese sono difficili da trovare - ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete -. Per molte professioni riferibili alle discipline Stem (in particolare, ingegneri, professioni del mondo della sanità, profili scientifici legati alle nuove tecnologie) le difficoltà addirittura aumentano considerevolmente. Scegliere oggi di studiare queste materie è quindi un investimento sul futuro».
LE PROFESSIONI PER LE QUALI LE IMPRESE SEGNALANO LA MAGGIORE DIFFICOLTÀ DI REPERIMENTO DI LAUREATI*

Le professioni che le imprese fanno più fatica a reperire per i laureati interessano infatti l’ambito ingegneristico, medico e paramedico e scientifico. Più nel dettaglio, tra le professioni “introvabili” si evidenziano gli ingegneri elettrotecnici (90,6%), gli ingegneri dell’informazione (80,7%), le professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche (80,3%), i tecnici gestori di reti e di sistemi telematici (74,5%), i farmacisti (73,1%), gli specialisti in terapie mediche (71,4%), i medici generici (70,9%) e i progettisti e amministratori di sistemi (69,8%).

Prendere un laurea, e prenderla nelle discipline Stem, è quindi oggi un ottimo investimento per il lavoro. Secondo AlmaLaurea, a un anno dal titolo, infatti il tasso di occupazione è pari al 75,4% tra i laureati di primo livello e al 77,1% tra i laureati di secondo livello. A 5 anni dalla laurea i risultati migliorano: lavora il 92,1% dei laureati di primo livello, l’88,7% di quelli di secondo livello. Al top sono gli indirizzi di ingegneria elettronica e dell’informazione (96,2%), di statistica (95,8%), di ingegneria industriale (95,6%), gli altri indirizzi di ingegneria (95,0%) e dell’area scientifica, matematica, fisica e informatica (92,6%).
Start

A livello territoriale, le regioni con un numero maggiore di ingressi programmati per laureati sono la Lombardia (con 205mila richieste espresse) e il Lazio (102mila), seguite da Emilia-Romagna (63mila), Campania (62mila), Veneto e Piemonte (circa 55mila per ciascuna), che da sole coprono oltre il 70% del complesso delle richieste di laureati 2023.