Patti di Comunità per il Benessere Digitale della provincia di Belluno

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MATERIALI

DA ALBERTO PELLAI:

SOS ABUSI SESSUALI DI MINORI SU MINORI

Mi capita sempre più spesso di confrontarmi con genitori i cui figli si trovano coinvolti in abusi sessuali ad opera di altri minori. La dinamica è più o meno sempre quella: un preadolescente o giovane adolescente che visiona pornografia cerca poi di ripetere gli atti sessuali visionati, che per lui sono attraenti ed eccitanti, su un bambino di età inferiore.  Io non so più come fare a dirlo: stiamo attraversando una vera emergenza educativa. Non so come far comprendere ai genitori che un bambino con in mano uno smartphone è come un ciclista che corre su un’autostrada a quattro corsie su cui circolano TIR, Bus e auto di grande cilindrata. Il rischio che si faccia male (anzi molto male) è davvero difficile da evitare. Molte famiglie si rendono conto di tutto questo solo quando il problema si è già verificato. Non si tratta di genitorialità fragile: si tratta di inconsapevolezza rispetto alla potenza dello strumento.

Sarebbe bello vivere in un mondo in cui gli adulti – tutti gli adulti – sanno fare scelte che tutelano il bisogno di protezione dei minori. E al tempo stesso mettono a disposizione di chi cresce, ampie zone di azione e territori di vita in cui allenarsi alla vita vera. Invece, ci troviamo in un mondo in cui si ha paura a permettere ad un 11enne di raggiungere in bicicletta e in autonomia il campetto di calcio dell’oratorio e allo stesso tempo gli si concede, nel tranquillità della sua cameretta, di navigare per ore in un sito pornografico. Lo ribadisco: per me lo smartphone va consegnato solo dopo la fine della terza media. E non lo dico perché lo temo. Ma perché lo conosco e ne conosco – ormai fino a non poterne più – i danni che fa ai nostri/vostri figli e l’accelerazione confusa e disorientata, eccitata e inconsapevole che genera nei pensieri, nelle fantasie e nei comportamenti sessuali di bambini/e, preadolescenti e adolescenti.

Spero che questo messaggio giunga forte e chiaro. E spero che noi professionisti del settore impariamo a dire ai genitori la verità. In troppi stiamo dicendo che lo smartphone è uno strumento e basta imparare ad usarlo bene per non subirne gli effetti indesiderati. Purtroppo, lo smartphone non è uno strumento: è un ambiente che attrae i funzionamenti cognitivamente immaturi di soggetti in età evolutiva spingendoli verso comportamenti totalmente inadeguati per i loro bisogni di crescita.  “Tutto troppo presto” e “Vietato ai minori di 14 anni” non sono slogan: sono verità da prendere in considerazione molto seriamente se si è genitori ed educatori.

Se volete e potete, condividete con altri adulti.

Alberto Pellai medico, psicoterapeuta, ricercatore e scrittore 


PATTO BL RID

 

 

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